A che serve la bioetica? di Marina Mengarelli

Sinossi del libro “A che serve la bioetica?” di Marina Mengarelli, prefazione e postfazione di Carlo Flamigni, edito da L’asino d’oro Edizioni, Collana: Il mito di cura.

Incipit:

Trent’anni or sono, quando, diversi anni prima di sposarci, Marina e io siamo andati a vivere insieme, eravamo entrambi consapevoli del fatto che esistevano cose che ci univano e cose che avrebbero potuto dividerci. Ci univa certamente un grande affetto che, per quanto riesco a capire, non è diminuito di ‘un ette’ in tutto questo tempo. Ci avrebbero potuto dividere la differenza di età: vent’anni non sono poca cosa e pesano su molte questioni, alcune banali (Marina non scriverebbe mai ‘un ette’), altre superabili (io non riesco a riconoscere nemmeno una delle canzoni che le piacciono) e altre, infine, molto insidiose (se lei avesse dedicato al suo lavoro lo stesso tempo che io dedicavo e dedico al mio, ci saremmo incontrati raramente). Naturalmente la scelta era tutta sua e non mi perdo in autocritiche, non credo che ce ne sia bisogno. Alla fine decidemmo due cose: di non avere figli (e questo a Marina è costato molto) e di passare insieme tutto il tempo possibile, il che equivaleva a dire che Marina avrebbe dedicato al suo lavoro solo gli scampoli del suo tempo (e anche questo le è costato). […]

Quando inizia la vita “personale”; cosa significano testamento biologico e eutanasia; cosa significa aborto; cosa comporta la fecondazione assistita; in che consiste la ricerca sulle cellule staminali. Tutto, in un agile pamphlet che spiega cosa sia la bioetica in modo semplice e concreto.

I proventi verranno interamente devoluti all’Associazione Luca Coscioni

Pensare che la bioetica sia una questione che riguarda tutti noi è ancora difficile da comprendere a causa, forse, della molteplicità dei temi abbracciati, quali, tra gli altri, l’ingegneria genetica, l’eugenetica, l’aborto preventivo, la fecondazione artificiale, la vivisezione, la sperimentazione di farmaci, l’eutanasia.

Al giorno d’oggi ogni Paese ha un proprio codice di bioetica che disciplina le pratiche medico scientifiche: la sociologa Marina Mengarelli spiega come il sistema italiano sia quello meno capace di informare e di garantire scelte libere da posizioni morali di matrice cattolica. Prendendo spunto da un’esperienza personale, racconta con passione la storia del fallimento del referendum sulla legge 40, soffermandosi sul fatto che in Italia le conoscenze scientifiche e la bioetica stessa sono manipolate dall’influenza della Chiesa e da un potere politico che, anziché informare i cittadini, nasconde e confonde.

Corredato da un’appendice di letture consigliate e dal Manifesto di Bioetica Laica, A che serve la bioetica? propone una sintesi delle riflessioni e discussioni su come affrontare problemi nuovi di dimensione morale o etica posti negli ultimi trent’anni dagli sviluppi delle scienze della vita e della salute.

Marina Mengarelli, sociologa, si dedica da sempre alle problematiche della comunicazione e divulgazione scientifica: negli ultimi anni ha affrontato le tematiche connesse alla fecondazione assistita e alla legge 40. Presidente dell’Osservatorio Sociale sull’infertilità (OSI), ha scritto numerosi articoli e testi.

Carlo Flamigni, ginecologo di fama mondiale, è membro dal 1990 del Comitato Nazionale di Bioetica.

 

Sul sito 10 Righe dai Libri potete trovare le prime ventitré pagine del libro “A che serve la bioetica?” di Marina Mengarelli, prefazione e postfazione di Carlo Flamigni, edito da L’asino d’oro EdizioniCollana: Il mito di cura.

 

 

Post pubblicato da: Francesco Roghi

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