Abolizione dei libri di testo nelle scuole italiane

 

“Imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi.” (Gianni Rodari)

A fine marzo il ministro Francesco Profumo ha firmato il decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo. A breve nelle scuole si potranno usare solo i libri digitali… Di seguito il comunicato stampa ufficiale rilasciato sul sito del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Già l’incipit di esordio non promette nulla di piacevole:  “Libri cartacei addio. Ancora un anno di tempo e nella scuola italiana entreranno solo libri digitali o nel formato misto.”

 

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COMUNICATO STAMPA MIUR copiato integralmente dal sito ufficiale.

Ufficio Stampa

Roma, 26 marzo 2013

Scuola, Profumo firma Decreto in materia di adozioni dei testi scolastici

A partire dall’anno scolastico 2014/2015 solo libri digitali o misti
Un tablet per ogni studente e zaini più leggeri

Bloccati i prezzi di copertina
Ridotti i tetti di spesa. Sforbiciata fino al 30%

Libri cartacei addio. Ancora un anno di tempo e nella scuola italiana entreranno solo libri digitali o nel formato misto. E’ stato firmato dal ministro Francesco Profumo il decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo. Tra le principali novità, la disposizione per i Collegi dei docenti di adottare, dall’anno scolastico 2014/2015, solo libri nella versione digitale o mista. Inizialmente, l’innovazione riguarderà le classi prima e quarta della scuola primaria, la classe prima della scuola secondaria di I grado, la prima e la terza classe della secondaria di II grado.

 

Novità in arrivo anche per i costi sostenuti dalle famiglie. Se i prezzi di copertina dei libri, definiti per l’anno scolastico 2013/2014, restano confermati anche per il 2014/2015, si riducono i tetti di spesa entro cui il Collegio dei docenti deve mantenere il costo complessivo dei testi adottati. La riduzione, rispetto ai limiti stabiliti per l’anno scolastico 2013/2014, è del 20%. Ma nel caso in cui l’intera dotazione libraria sia composta esclusivamente da libri in versione digitale la sforbiciata è più consistente, con una riduzione che arriva fino al 30%. I nuovi tetti si applicano per le adozioni dei libri della prima classe della scuola secondaria di I grado e della prima e della terza classe della secondaria di II grado. Per le rimanenti classi restano validi i limiti già definiti per le adozioni relative all’anno scolastico 2013/2014. I risparmi ottenuti potranno essere utilizzati dalle scuole per dotare gli studenti dei supporti tecnologici necessari (tablet, PC/portatili) ad utilizzare al meglio i contenuti digitali per la didattica e l’apprendimento.

La consultazione dei testi digitali sarà resa possibile attraverso una piattaforma che il Ministero metterà a diposizione degli istituti scolastici e degli editori, affinché i docenti possano consultare e scaricare on line la demo illustrativa dei libri di testo in versione mista e digitale, ai fini della loro successiva adozione. In ogni caso, al fine di assicurare la gradualità del processo di innovazione, anche a tutela dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore, solo per le prima e terza classe della secondaria di II grado il Collegio dei docenti potrà eventualmente confermare le adozioni dei testi già in uso. Una deroga valida però solo per i due anni successivi all’introduzione dei libri digitali, cioè gli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016.

Inoltre, al fine di diffondere le migliori pratiche e sostenere i processi di innovazione nella didattica, l’INDIRE attiverà azioni di monitoraggio continuo e di documentazione sia dell’andamento della adozioni dei libri in versione mista e digitale, sia delle proposte di integrazione, sviluppate dal mercato, tra supporti tecnologici destinati agli studenti (tablet, PC/portatili), soluzioni di connettività (fibra, satellite, WiFi), e libri di testo e connessioni digitali.

Con la firma del Decreto la scuola raggiunge un’ulteriore tappa verso la realizzazione degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale italiana. Grazie a questi provvedimenti gli studenti avranno la possibilità di utilizzare anche a scuola, e per obiettivi didattici, strumenti che già utilizzano diffusamente a casa, migliorando il livello delle competenze digitali dell’intera popolazione italiana. Senza dimenticare i benefici che potranno derivare da zaini alleggeriti dal peso, spesso eccessivo, dei libri di testo in formato cartaceo.
Fonte: Comunicato stampa MIUR

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Partendo da questa fonte (il comunicato)  già rabbrividisco per i contenuti e la forma che quasi lascia intendere che tutti gli studenti avranno un tablet  gratuito “Un tablet per ogni studente e zaini più leggeri”,  smentendosi  poi tra le righe conclusive con un “anche”  “…gli studenti avranno la possibilità di utilizzare ANCHE a scuola, e per obiettivi didattici, strumenti che già utilizzano diffusamente a casa”. Lo strillo è ingannevole, per non parlare della patetica leva centrata sul risparmio (di cosa?) e sulla salute del bambino.
L’impressione è che si voglia dare parvenza di innovazione alla scuola italiana. In realtà altro non è che incoscienza (l’Italia non è pronta a livello di tecnologie, risorse economiche e competenze), discriminazione (molte famiglie non hanno i soldi nemmeno per pagare la mensa), follia. Come se informatizzazione fosse sinonimo di innovazione.

Il Ministro Profumo vuole sì sforbiciare, ma cosa? L’indagine sulle biblioteche scolastiche Il buco nero delle biblioteche scolastiche a cura dell’Ufficio studi AIE, presentata il 27 marzo alla Fiera internazionale del Libro di Bologna,  parla chiaro: oggi la spesa media annua per acquisto di libri per alunno è di circa 0,68 euro: poco, troppo poco per formare i lettori di domani.  Chissà  se gli editori già devastati dalla crisi sono pronti a digitalizzare tutti i contenuti, ancora aspettano che l’IVA dell’e-book (21%) sia ridotta…
Allo stato attuale quindi servono le pinzette perché alle forbici poco è rimasto da tagliare.

Il fenomeno dell’e-book in Italia è ancora di piccole di dimensioni,  è solo il 2,2% della popolazione di età superiore ai 14 anni che dichiara di aver letto un e-book (fonte: Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012, AIE).
Le sperimentazioni sono sempre benvenute, se hanno una base su cui fondarsi, e dovrebbero essere praticate in proporzione alla realtà. L’Italia e la scuola italiana hanno bisogno di più tempo e risorse.
È una follia abolire i libri dalle scuole e privare i bambini e i ragazzi dell’emozione di toccare la copertina, lo spessore, la forma, le dimensioni, i rilievi…; di odorare (ciascun libro ha il proprio profumo); di leccare le pagine per sfogliarle e di ascoltare il rumore e, perché no,  di leggere un libro con tutti i sensi.

 

Patti Puggioni
www.10righedailibri.it

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– Sullo stesso argomento potete leggere anche: Il libro: nuoce gravemente alla salute (del 31 maggio 3013 – di Enrico Iacometti)

(2023)

3 commenti

  • apemaia

    i libri misti, grazie a lui, li abbiamo già dovuti adottare lo scorso a.s. Il ministro, appartenente di certo ad un ceto molto abbiente (con ogni evidenza i suoi pargoli suggono il nettare della conoscenza in prestigiuose scuole private) NON sa che i nostri alunni nelle scuole pubbliche NON hanno in molti casi neppure il pranzo sulla tavola della cucina quando tornano a casa, figuriamoci il pc o l’adsl per scaricare i materiali sul web, hanno una sola felpa che portano d’estate e d’inverno e alla ricreazione digiunano perché non hanno la merenda. Che si vergogni. Altro che libri misti e tablet.

    Inoltre la firma di questa circolare ministeriale normativa è UN ABUSO perché il governo, per quanto in carica, è uscente e i decreti devono essere d’altro genere, attuativi per esempio di proposte pregresse. E ora non me ne vogliano gli amici lettori che hanno compiuto i suoi studi, ma cosa ci aspettiamo da un ingegnere che di libri (romanzi e raccolte di poesie) ne avrà letto sì e no 5 in tutta la sua vita. Al ministero dell’istruzione va collocato un umanista, non un esperto d’edilizia & affini.

    Perdonate la durezza delle affermazioni, ma io nella scuola ci lavoro e vedo la FAME che fanno i miei studenti. Ribadisco: altro che tablet. Inoltre, non tutti sanno che le scuole danno i libri in comodato d’uso ai ragazzi che non li possono acquistare. E per l’ultima volta: altro che tablet. Torniamo indietro di cento anni: la scuola per i ricchi, che avranno la possibilità di scaricare materiali e formarsi, e la scuola per i poveri, che non avranno gli strumenti per studiare.

  • Evidenzialibri

    COMMENTI DEI LETTORI DI 10 RIGHE DAI LIBRI SU FACEBOOK http://www.facebook.com/10righedaiLIBRI

    – Andrea Aloi: Pazzi furiosi …

    – Lilia Barmina: Si parla molto poco di tutti gli scempi compiuti ai danni della scuola pubblica italiana. Così come non si parla delle migliaia di insegnanti della scuola pubblica che da mesi non ricevono lo stipendio.

    – Donatella B.: Non vorrei ora essere fustigata ma… la mia amica Erika Alberti ha iniziato a fare la supplente di arte e immagine alle medie, i libri di testo sono inguardabili e inutili… lei si prepara con altri libri a casa e porta il computer per poter mostrare un minimo di materiale. ma il proiettore in classe non c’è… all’università io preparo le dispense a casa consultando materiale eterogeneo e le carico su una piattaforma condivisa con gli studenti da cui scaricano i pdf per studiare. Poi li porto in biblioteca anche… ma non ho un libro di testo. nel mio corso ne uso decine!

    – Erika Alberti: evviva i bei libri di testo di una volta…

    – Sweets Dreems: Siamo alla follia…!!!! da non credersi

    – Gloria P.: BEH…. SEMPRE MEGLIO!!!

    – Emily C.: cose da pazzi ,ma perchè non viene a riparare le scuole che stanno cadendo a pezzi!

    – Maria Cristina P.: Ecco trovato il modo per disincentivare la lettura,aumentare la pigrizia mentale e favorire i ceti sociali più abbienti! Bravo (!) ministro. Povera questa nostra già povera Scuola italiana!

    – Libreria Iman: NN HO PAROLE….

    – Lucia T.: ci sono scuole senza carta igenica

  • serena

    Io sono figlia di un restauratore di libri antichi…un ramo della mia famiglia è impiegato in diverse biblioteche romane dei Beni Culturali, mia madre, ora pensionata lavorava presso la Biblioteca Angelica una delle culle della cultura e della letteratura…ho potuto vedere e toccare con mano tesori letterari di inestimabile valore e pensare che tutto questo possa ridursi ad un tablet mi annienta

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