Albert Borris, Il club dei suicidi

Recensione di Maria Cristina Idini

In viaggio per tutta l’America con i ‘Nirvana’, riuscirai ad arrivare alla fine? (vivo, si intende)

Owen ha tentato sette volte di suicidarsi, Audrey ci ha provato tirandosi una padellata in fronte, Jin-Ae usa le unghie per ferirsi e Frank pensa che il suicidio sia l’unico modo per stare meglio.
Loro sono i “Suicide Dogs”, quattro ragazzi legati da un patto: visitare le tombe dei suicidi più famosi e salutare la vita nella Death Valley. Inizia così lo strampalato viaggio attraverso le sepolture dei loro cari idoli, da Kurt Cobain a Hemingway.
Ma cosa spinge quattro ragazzi verso una decisione tanto estrema?
Con il suo primo romanzo, “Il club dei suicidi” Albert Borris cerca di toccare temi profondi, temi con cui non tutti gli scrittori sono in grado di confrontarsi e, certamente, non con un’opera prima: l’omosessualità, il disagio giovanile e la solitudine. Ricercando continuamente il sarcasmo A. Borris dimentica, qualche volta, di approfondire la sfera psicologica dei suoi personaggi, ma questo aiuta a mantenere toni leggeri e non drammatici. Senza sprofondare nel melenso l’autore riesce a dare un impronta tutta sua e uno stile asciutto, semplice e senza fronzoli in un romanzo leggero e profondo al tempo stesso. Borris mantiene una posizione ambivalente, senza mai permettere al lettore di capire il suo punto di vista né tanto meno se la decisione di affrontare il tema derivi da curiosità o esperienza diretta.
La lezione finale è che la vita è l’avventura più incredibile che esista.

Personaggio preferito: Audrey. Audrey è atipica, canta fuori dal coro e dice ciò che pensa in ogni situazione. A volte può sembrare infantile o superficiale ma saprà crescere e apprezzare la vita.

Emozioni: il romanzo fa riflettere e ridere al tempo stesso ma soprattutto ho potuto comprendere quanto la vita sia meravigliosa; e questo grazie a qualcuno che aveva smesso di amarla.

Ambiente preferito: New York, la “grande mela” non tradisce.

Note o suggerimenti: mi sembra un romanzo adatto per i fan dei ‘Nirvana’ e per tutti i ragazzi che amano ridere senza scordarsi di pensare.

libro EVIDENZIATO da Maria Cristina Idini VB, Liceo Scientifico G. Marconi, Sassari, Corso di scrittura creativa – referente prof.ssa Alessandra Petretto

link per leggere i primi capitoli del libro di Albert BorrisIl club dei suicidi, traduzione di Tiziana Lo Porto, Giunti Editore, 6 luglio 2011

http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/club-dei-suicidi

sweets dreems

 


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