L’anima è un lenzuolo bianco, Aurora Venturini

Recensione di Michele Rosa

Yuna Lopez è una ragazza “sfortunata”. Tutti la considerano così a partire da sua madre, dalle sue zie, dalle sue insegnanti, dalla psicologa che periodicamente ha dei colloqui con lei. Sorella di una poverina costretta all’immobilità senza alcuna capacità di controllare le proprie necessità fisiologiche, cugina di altre due ragazze con handicap fisici, cresce in una sua personalissima dimensione esprimendosi essenzialmente attraverso particolari disegni dove rivela non comuni capacità che non sfuggono all’occhio del professore dell’Istituto di Belle Arti dove è stata indirizzata non riuscendo a completare gli studi regolari.
Da questo quadro d’insieme Aurora Venturini, ottantacinquenne argentina, vincitrice con questo suo lavoro intitolato L’ anima è un lenzuolo bianco di un importante premio riservato a “scrittori emergenti”! Trae un intreccio potente e delicato al tempo stesso proprio come un disegno, facendoci vivere nell’evolversi della vita della protagonista tutta la gamma di emozioni, colpi di scena, brutture, poesia e orrori degne di un “noir” raccontato e vissuto da una mente ingenua e vitale al tempo stesso con tutta la particolarità che può derivare da un contrasto così stridente. Nel suo candore che riesce a non essere imbrattato dal contesto a volte raccapricciante in cui si trova a muoversi, Yuna riesce a ritagliarsi con forza il suo spazio che nessuno, nonostante la sua vulnerabilità, riesce comunque a scalfire; le persone che la circondano sia per ignoranza che per malvagità o nel caso della sorella soltanto per sfortuna, incrociano le sue azioni non riuscendo però a deviare il corso della sua vita. La lotta quotidiana di Yuna è un inno all’affermazione personale nonostante la cattiveria e la meschinità di uomini e donne con cui è costretta a relazionarsi, arrivino a livelli inimmaginabili. Per lo stile personalissimo non scevro da un’ironia mai fuori posto, per la quantità e la singolarità dei colpi di scena è quasi impossibile staccarsi dal libro prima di averlo finito tutto di un fiato. Una verve e una vivacità che la “scrittrice promettente” riesce a trasmettere con una modernità e freschezza spesso sconosciuta ad autori molto più giovani di lei, un modo di raccontare la vita che ci riporta all’ancestrale sintesi sudamericana che derivante dalle antichissime influenze degli antichi abitanti di queste terre intrecciate alle istanze portate dai coloni, quel particolarissimo stile di cui il più geniale esponente fu Jorge Luis Borges al quale Aurora Venturini a un certo punto del racconto dedica un suo preziosissimo riferimento che già da solo vale tutto il libro.

di Michele Rosa

link per leggere il primo capitolo del libro di
Aurora Venturini, L’anima è un lenzuolo bianco, traduzione di Elena Rolla, Salani Editore, 22 aprile 2010

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