Barbara Alberti, Buonanotte Angelo

Sinossi del romanzo di Barbara Alberti, Buonanotte Angelo

Ritratto di Angelo
Angelo è un bambino grasso, perché passa la vita mangiando davanti alla tv.
NO!
Parlo io…
Il ritratto me lo faccio da solo.
La mia specialità sono le Polaroid.
Parlo poco, mi viene così e poi intimidisce i grandi e ti lasciano più in pace…..” Angelo è un bambino grasso perché passa la vita davanti alla TV, una mano al telecomando l’altro nella Nutella. Figlio di separati, i suoi lo hanno abbandonato davanti alla tivù come una volta si abbandonavano i bastardi sulla porta delle chiese. Il padre ha un’altra famiglia. La madre è un’ attricetta che corre qua e là per qualche particina, e lo trascura. Ma qualcosa bruscamente la costringe ad accorgersi che il bambino esiste: Angelo viene rapito. Per sbaglio, scambiato per il figlio del vicino ricco. Mara è senza un soldo. Ma ora che ce l’hanno, i rapitori se lo tengono. Chiedono un miliardo o gli taglieranno la testa.  Seguendo le sue tracce come i sassolini di Pollicino, Mara scopre che quel figlio sconosciuto fuori di casa era benvoluto, carismatico, pieno di humour. E perfino fidanzato, con Ada, una bambina più grassa di lui ma senza complessi. Dal disperato appello in TV della madre nasce Buonanotte Angelo, una trasmissione che lancia una colletta per il riscatto. In diretta, per la prima volta Mara parla a suo figlio. Il successo è travolgente. Buonanotte Angelo va in onda ogni sera, il pubblico lo segue col cuore in gola, è una gara a mandare offerte. Mara diventa di colpo famosa, come aveva sempre sognato: e il prezzo è forse la vita di suo figlio. Chi la compatisce, chi la odia. L’ispettore Tabasco la sospetta di avere simulato il rapimento per ottenere la fama. Angelo è ormai un affare colossale, tutti cercano di sfruttarlo. La macchina mediatica rischia di ucciderlo prima dei rapitori, in un favola contemporanea dove invece dei gatti fatati si agitano il rimorso delle madri, l’idolatria dei soldi, lo strapotere dei media, la persecuzione dei corpi “non allineati”. Nel finale una rivelazione sorprendente, anche per l’autrice.

BARBARA ALBERTI esordisce a otto anni con Formichino e Fomichina, cinica storia di un’orfanezza, violentemente stroncata dalla critica (il nonno buttò nel fuoco l’intera tiratura, due copie a mano). Dopo un lungo silenzio pubblica a raffica sette romanzi, e non la smetterà più. I suoi primi libri vengono discussi, odiati, amati, recensiti. Poi comincia ad apparire in televisione, e diventa la donna invisibile della letteratura italiana. Gli intellettuali non hanno il tempo di leggere, stanno sempre davanti alla tv, come Angelo. Prendono la persona per l’opera, e ormai anche se scrivesse l’Iliade non se ne accorgerebbe nessuno (figuriamoci un libriccino come questo). Un pò è anche un bene, se no magari si montava la testa. La sua parte celeste se ne ride, quella terrestre ogni tanto ci rosica. Lo stile non ne risente. Memorie malvage, Dispetti divini, Gelosa di Majakovskij (Marsilio), Delirio, Donna di piacere, Il signore è servito, Povera bambina, Parliamo d’amore, Gianna Nannini da Siena,Il ritorno dei mariti, Riprendetevi la faccia (Mondadori), Il promesso sposo (Sonzogno), Vocabolario dell’amore (Rizzoli), Il principe volante (Playground), Letture da treno (Nottetempo), Sonata a Tolstoj (Baldini Castoldi Dalai). Nel catalogo Castelvecchi, dal 2007 il Vangelo secondo Maria. Come sceneggiatrice, il primo film è Il portiere di notte di Lçiliana Cavani, l’ultimo Io sono l’amore di Luca Guadagnino. Scrive su “A” e “Confidenze”, collabora a “Misfatti”, l’inserto domenicale de “Il Fatto Quotidiano”

link per leggere i primi capitoli del romanzo di Barbara AlbertiBuonanotte AngeloCastelvecchi Editore, 27 aprile 2011

http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/buonanotte-angelo

sweets dreems

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