Beastly – recensione

Recensione di Marco Varuzza

Devo ammetterlo, ho preso in mano questo libro pensando di trovarmi nuovamente al cospetto di vampiri, streghe e mostri vari, abbelliti e ripuliti per questa nuova veste tutta moderna. Il mio snobismo è però durato poco tempo. Stile di scrittura scorrevole, personaggi veri, vividi e tremendamente reali con i loro problemi da adolescenti, con quel modo di pensare che ancora ricordo. Quei conflitti interiori, quel catalogare tutto cercando fuori dell’ordine che non si ha dentro. Alla fine, mi sono dovuto piegare alla bellezza di questo libro.

La storia anche se non originalissima e ispirata alle varie versioni de La Bella e la Bestia scorre veloce, nascondendosi dietro i conflitti del nostro bello trasformato in bestia da una strega che per vendetta decide di mutare il suo aspetto, tanto per insegnare e insegnarci che la vera bellezza non è fuori ma dentro; che prima o poi tutto l’apparire appassisce, proprio come le rose… Un ottimo messaggio per tutte queste generazioni bombardate da veline, tronisti e surrogati del miglior Dorian Gray, postmoderni e posticci. Senza neanche dirlo l’incantesimo si spezza all’ultimo istante, quanto tutto sembra ormai perso e i progressi di questo ragazzo, divenuto uomo, sembrano vani. Insomma, forse sono da un po’ fuori dall’età dei protagonisti, della loro storia ma ancora posso ricordare che quei pensieri, quei dolori, quelle incertezze in parte le ho vissute pure io. Ho ancora stampato in mente quanto era difficile rapportarsi con la più bella della scuola, un sentiero lastricato d’oro percorribile solo da pochi fortunati. I sorrisini, le battute e le risate dei belli diventare lacrime e tristezza dei brutti. Forse se all’epoca avessi avuto questo libro l’avrei apprezzato ancora di più, forse l’avrei consigliato ai miei compagni e avrei sperato che tutti i bellissimi trovassero una strega, tanto per far capire loro che essere belli è un dono e niente più, forse una qualità, di certo non un talento. Avrei sperato che almeno uno di loro non trovasse il vero amore e rimanesse bestia per tutta la vita, così tanto per punirlo e per fargli pagare la sua bellezza. Ma la storia non ha solo questo, c’è un rapporto conflittuale con la famiglia, perfetta nella sua tremenda modernità. Mamma scappata a Miami con un chirurgo plastico a prendere il sole e il botulino. Papà troppo indaffarato con il lavoro e con il suo apparire, che preferisce segregare il figlio bestia più che accettare uno scandalo o guardare in faccia la realtà. Una casa prigione, aperta solo alla domestica e un’insegnate non vedente, unici amici di Adrian, ribattezzatosi così per dare un nome al suo nuovo aspetto. C’è tanto, tanti rapporti e tante sfaccettature dell’immenso mondo interiore, valore giusto e descritto assai bene, in un racconto che restituisce la complessità delle relazioni umane e il loro smarrirsi se guidate dalla sola cometa dell’apparire. Devo ringraziare di cuore Alex Flinn per avermi ricordato che non bisogna mai giudicare le persone per il loro aspetto, e forse neanche un libro per la copertina, nel nostro caso bella ma un po’ commerciale. Grazie Alex.
Marco Varuzza

Trovate le prime 22 pagine a questo indirizzo:
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/beastly


Alex Flinn
, Beastly, traduzione di Tiziana Lo Porto, Giunti Editore

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