Il libro: nuoce gravemente alla salute

Crediamo che dopo l’intervento del Ministro Profumo, relativamente ai libri di testo scolastici, che a partire dal prossimo anno dovranno essere sostituiti dai tablet riempiti di contenuti on line, ci aspettiamo il prossimo obbligo per gli editori di apporre sui libri di carta la scritta: Nuoce gravemente alla salute.

È sorprendente che in un paese come il nostro in cui il livello di lettura non ha ancora raggiunto quello dei nostri partner europei  si dichiara un totale ostracismo al vecchio libro scolastico, spesso l’unico strumento culturale  che entra in molte  famiglie.


Il Ministro Profumo, inoltre, non ci dice chi dovrà pagare i tablet ed i programmi, non ci spiega neanche come gli editori dovranno mettere a disposizione i loro contenuti. Chi li pagherà? Le scuole? I genitori?
Nel decreto, inoltre, non si fa alcun accenno agli utilizzatori principali di questa rivoluzione: gli insegnanti. Chi provvederà alla loro formazione sulle nuove didattiche? E quanto tempo ci vorrà?

Mi rendo conto che le nuove tecnologie possano fornire nuove e ampie possibilità educative certamente, in alcuni ambiti, superiori al testo di carta, ma mi sembra un grande rischio buttare a mare una esperienza secolare per sostituirla con una totalmente non sperimentata, in un lasso di tempo così breve.
La storia della comunicazione ci ha insegnato che ogni nuovo media apparso non ha mai fatto scomparire il precedente, ma lo ha affiancato pur costringendolo a trasformarsi. è accaduto così per l’avvento del cinema con il teatro, della televisione con il cinema, del web con la televisione. Accadrà quindi che l’ e- book si affiancherà al libro di carta, ne occuperà la produzione in  alcuni generi, lo trasformerà ma non lo farà scomparire.

Cos’è  quindi questa furia iconoclasta del Ministro che in un anno vuol far scomparire i libri dalle scuole?

Dal punto di vista pedagogico siamo certi che la lettura e lo studio non possano diventare un videogioco, seppure molto allettante e se ciò avverrà non lamentiamoci poi dell’ incapacità tra i giovani di scrivere o di comprendere anche testi scritti di grande semplicità.

Sarebbe stato molto più sensato  che il Ministro affrontasse l’inevitabile innovazione tecnologica assieme agli operatori del settore: gli insegnanti e i fornitori di cultura, gli editori, per seguire un itinerario graduale ed efficace per il bene soprattutto della formazione delle nuove generazioni.

Il libro rappresenta ancora lo strumento formativo più efficace, più economico, più facilmente reperibile ed utilizzabile. I libri di testo, inoltre, rappresentano anche la nostra tradizione ed identità culturale. Che accadrà invece quando i contenuti on line saranno forniti dai colossi multinazionali del web: Google, Apple, Amazon ed in un prossimo futuro da colossi della Cina,  che stanno digitalizzando tutto il digitabile.

Caro Ministro le nostre scuole in questo momento hanno bisogno di tutto, l’unica cosa di cui non avevano bisogno era una legge confusa e velleitaria, come quella da Lei appena varata.
L’emergenza educativa italiana attuale non sarà certamente superata dall’avvento del tablet. Andiamo così verso un’epoca dove la tecnologia prevarrà sulla genialità. Non sarà richiesto ai nuovi studenti di creare, bensì di utilizzare strumenti già predefiniti da altri, con il sacrificio della creatività, dell’immaginazione e della fantasia.

Enrico Iacometti

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– Sullo stesso argomento potete leggere anche: Abolizione dei libri di testo nelle scuole italiane (del 09 aprile 2013 – di Patrizia Puggioni)

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