Il viaggiatore del secolo di Andrés Neuman

Recensione di Michele Rosa

Prima di leggere Il viaggiatore del secolo non conoscevamo minimamente Andrés Neuman e scoprire quindi nella sua figura,  uno scrittore ancora molto giovane è stata un’ autentica rivelazione. Il viaggiatore del secolo edito da Ponte alle Grazie è un libro ambizioso che tenta un’ operazione assai ardua e piena d’ incognite, far rivivere il libro “universale” unendo ad uno schema narrativo romanzesco un’ impressionante numero di sfaccettature ed argomentazioni che spaziano dalla poesia al giallo, all’ amore, alla filosofia toccando vari generi letterari, pur mantenendo con lo scorrere delle pagine un’ ammirevole coerenza stilistica. L’ autore ci trasporta nella prima metà dell’ Ottocento con l’ Europa che, dopo il ciclone napoleonico, era stata per cos’ dire “normalizzata” in seguito alle decisioni prese nel Congresso di Vienna. In una serata gelida e deserta, Hans, un giovane giramondo per vocazione e per mestiere in quanto traduttore di libri, capita nell’ allegorica città di Wandernburgo convinto di passarvi una notte per subito ripartire. Alcune circostanze permeate da un alone di mistero, l’ incontro con un filosofico suonatore di organetto, la vista e la conoscenza di una modernissima fanciulla animatrice di un simposio letterario, faranno sì che il giovane finisca per restare in città ben oltre le sue previsioni. Aldilà della vicenda in sé stessa che tra l’ altro si snoda in molteplici avvenimenti ivi compresa una componente “gialla” assolutamente ben congegnata e imprevedibile, il romanzo prende ispirazione, trasportando la collocazione temporale un secolo prima, da due colossi della letteratura del novecento: La montagna incantata di Thomas Mann dove un altro Hans (Castorp) giunto nel sanatorio di Davos per una visita parentale finiva per restare lì anni, in una dimensione  assolutamente a se stante rispetto alla vita di tutti i giorni, e il monumentale L’ uomo senza qualità di Robert Musil dove dalle vicende di Ulrich si prendeva lo spunto per gettare lo  sguardo su tutto un periodo storico fondamentale per l’ Europa. Neuman tenta la stessa difficilissima operazione armato di entusiasmo giovanile e di saldissima preparazione accademica, proponendoci la visione Romantica di un secolo che andava trasformandosi cominciando a calarsi nella cinica dimensione industriale e affaristica che inevitabilmente fagociterà l’ avvenire. C’ è chi per questo libro ha citato Borges, chi Calvino e possiamo anche dire che Neuman, di origine tedesca, di nascita argentina e di formazione spagnola, nel suo panteismo letterario esplori spesso la fantastica visione onirica del primo e la lucida conoscenza critica del secondo, ma resta per noi  più valida la pista della grande tradizione letteraria del ‘900, compito da far tremare i polsi ai più, ma non ad Andrés Neuman  il quale ad una profondità di analisi notevole riesce ad unire una sensibilità ed una capacità di scandagliare l’ anima e il cuore dei protagonisti che fanno di quest’ opera una delle sorprese più piacevoli dell’ attuale panorama letterario complessivo.

Di Michele Rosa

Link per leggere i primi capitoli del libro di Andrés Neuman, Il viaggiatore del secolo, traduzione di Silvia Sichel, Ponte alle Grazie, 10 giugno 2010

http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/viaggiatore-del-secolo

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