Jacob Popper, ERETICUS

Sinossi del libro di Jacob Popper, ERETICUSL’ultima profezia di Galileo Galilei

“Io ero Ercole Argenti
Sapevo che sarebbe andata così.
Tutto ciò che credevo di essere e speravo di diventare era crollato: fumo, sogno, vanità. Lui era tutto e a me non restava che seguirlo o fuggire.
Io ero Ercole Argenti (pronuncio questo nome a bassa voce, come fosse quello di un esule), fino a un giorno d’autunno in cui, nell’aula magna della Facoltà di giurisprudenza di Padova, lo sentii per la prima volta parlare della sfera e degli elementi di Euclide…..”   Quando, puntando il telescopio contro il cielo, Galileo Galilei edificava le basi della teoria destinata a rivoluzionare il modo di concepire l’universo, l’astronomo sapeva che, per affermare la sua dignità di uomo di scienza, avrebbe dovuto fronteggiare i pregiudizi di una vetusta tradizione e i minacciosi strali della Chiesa, ancora convinta di poter dominare la sete di sapere con le torture e i roghi accesi dalla Santa Inquisizione. Gli strali della Curia romana, insieme allo zelo oscurantista dei gesuiti, rivivono nel grande romanzo di Jacob popper: ricostruzione quanto mai avvincente e accurata degli uomini che, nel clima arroventato del Diciassettesimo secolo, opposero la loro stessa vita alla feroce politica dei tribunali della fede, acerrimi nemici di ogni cambiamento. In un affresco costruito con rara sapienza, tra le pagine di Ereticus sfilano, insieme a Galileo Galilei, Marina, la concubina dell’astronomo, Simon Marius, l’alchimista e fra’ paolo Sarpi, il monaco scettico. Mentre le figure di Filippo Salviati, scienziato progressista, e Giovan Francesco Sagredo, nobile veneziano di idee illuminate, danno un corpo e un’anima alle voci contenute nel Dialogo su i massimi sistemi,il libro di Galileo messo all’indice nel 1633, la furia del papato irrompe sulla nuova scienza. E se gli irrequieti studenti di Padova sono pronti persino a sguainare la spada per difendere la concezione copernicana della Terra, Galileo resta solo con la sua ultima profezia, alla ricerca di una verità nemica di ogni dogma, eternamente straniera ad ogni scuola di pensiero e a qualunque confessione religiosa.

JACOB POPPER, nato a Bucarest nel 1921, ha fatto parte dell’Unione scrittori romeni finché, incontrando la figura di Galileo, non scelse di stare dalla parte della libertà d’espressione dimettendosi da ogni carica istituzionale ricoperta fino a quel momento. Dopo essere fortunosamente riuscito, negli anni Sessanta, a far superare la cortina di ferro al manoscritto diEreticus, si stabilisce prima a Roma e poi a Monaco di Baviera, dove ha lavorato nella redazione di Radio Free Europe. È morto a Roma nel 1966, dopo aver pubblicato in diverse lingue, oltre a Ereticus, anche il romanzoL’Enigma bianco.

«La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo)» Galileo Galilei

link per leggere le prime 29 pagine del libro del libro di Jacob Popper, Ereticus – L’ultima verità di Galileo, traduzione dall’inglese di Luce d’Eramo e Annie Popper, Castelvecchi Editore, 27 gennaio 2011

http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/ereticus-l%E2%80%99ultima-verit%C3%A0-galileo

sweets dreems

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