La cattedrale dell’Anticristo di Fabio Delizzos

Sinossi del libro La cattedrale dell’Anticristo di Fabio Delizzos edito da Newton Compton.

Incipit:

Torino, Dicembre 1888
Appare l’aura soffice dei lampioni a gas in piazza Castello. Una corona di luce tenue, che a tratti si ritrae e scompare, inghiottita dal biancore intermittente dei fulmini. I cani corrono via, spaventati dai tuoni che echeggiano. La pioggia frigge sui tetti delle carrozze, che passano veloci, mentre il vento canta sulle note ovattate delle piccole orchestrine chiuse nei Caffé. Addio, autunno.
«Cosa le porto stasera, Herr Professor?»
«Ci sono i ravioli di carne appena fatti», suggerì il giovane cameriere, chioma vaporosa e lunghe basette che gli colavano lungo le guance.
«I ravioli vanno benissimo».
«Glieli porto subito».
Appianò la tovaglia con il palmo della mano vestita di bianco e vi depositò sopra una copia intonsa della «Gazzetta Piemontese».
«Prospero?»
«Sì, professore?»
«Lo sai che il giornale mi annoia. Non hai da raccontare una delle tue storie?»
Il ragazzo gli fece segno di attendere. Portò l’ordinazione alla cucina e fu subito di ritorno. Lanciò un’occhiata dentro per accertarsi che il padrone non lo stesse osservando prima di estrarre un piccolo taccuino dalla tasca e cominciare a scorrerlo. «No», disse voltando la prima pagina.
«No», strisciando il dito sulla seconda e infine andando direttamente all’ultima di quelle scritte. «Questa l’ho sentita da un tizio seduto proprio a questo tavolino e sono certo che le piacerà».[…]

Torino, Natale 1888. L’assassinio di un cardinale, il ritrovamento del cadavere di due neonati con un serpente marchiato a fuoco sotto l’orecchio, il furto di un prezioso reperto archeologico al Museo Egizio: cosa si nasconde dietro questi inspiegabili eventi? I pochi indizi sembrano puntare verso una tradizione occulta sotterranea e potente.

A condurre un’indagine complessa e pericolosa, tra massoni, sette sataniche e intrighi internazionali, è chiamato il colonnello dei carabinieri reali Giorgio Pural, la cui vita privata, da quando è al comando della dio (Divisione Indagini sull’Occulto), è andata in frantumi.

Grazie alla consulenza del grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che ha scelto Torino per scrivere L’Anticristo, il colonnello Pural scoprirà che i casi sono tutti collegati a un’unica verità sconvolgente, che riguarda lo stesso Nietzsche e che potrebbe annientare la Chiesa e deviare il corso della Storia. La verità sulla Sacra Sindone, sul corpo di Cristo.

HANNO SCRITTO DE “LA SETTA DEGLI ALCHIMISTI”

«Delizzos ha impostato un complesso thriller che regge fino alla fine, mantenendo alta l’attenzione del lettore. I personaggi sono ben caratterizzati, la parte storica è ben documentata, così come gli aspetti che riguardano la musica. Nel complesso è un romanzo che avvince, con un’ottima scrittura e una felice costruzione della struttura del racconto.» la Repubblica

«Un thriller esoterico dal ritmo inesorabile e incalzante… Un’opera prima sorprendente.»

Il Tempo

INTERVISTA A FABIO DELIZZOS:

Come è nata l’idea di scrivere un romanzo che ha tra i protagonisti Friedrich Nietzsche?

Al liceo, il nostro professore di filosofia, peraltro molto puntuale nello svolgere tutto il programma annuale, il giorno in cui avrebbe dovuto spiegare Nietzsche lo saltò, passando al filosofo successivo. Domandai perché, non mi rispose. Ma ho ancora in mente l’espressione del suo volto che diceva: non si può fare, questo non si può. Se vuoi fare appassionare un ragazzo a una materia devi dirgli che è vietato studiarla! L’anno dopo mi iscrissi in filosofia all’università…

L’idea di scrivere un romanzo con Nietzsche e, per certi versi, su Nietzsche non so quando mi sia venuta, so solo che da quel momento dovevo scriverla.

La Cattedrale dell’anticristo contiene elementi e tematiche legate alla filosofia, alla religione e alla storia, ma la struttura del romanzo è quella tipica del giallo. Qual è, secondo lei, il lettore ideale di questo libro?

Mi piacciono i romanzi gialli, perché sono fatti per catturare il lettore, insieme al colpevole. Sono dei meccanismi anti noia. In questo sono rispettosi del prossimo. E poi, se dovessi dire cos’è la realtà, non direi che è un dramma familiare, o una tragedia, o un percorso di formazione o altro: direi che è tutto questo insieme, all’interno di un giallo. Basta guardare il tg. La realtà è un giallo, un thriller. Questo libro è rivolto a chiunque abbia voglia di trascorrere qualche ora in una magica Torino di fine Ottocento, tra occultismo, esoterismo, delitti inauditi e rivelazioni inquietanti.

Nel suo romanzo assistiamo alla diffusione di un’ideologia antisemita, che coinvolge ambienti religiosi e politici, e che ha già alcuni connotati del nazismo, anche se siamo ancora nel 1888. Cosa le interessava mettere in rilievo in questo momento storico?

Il nazismo non è immaginabile senza l’esperienza traumatica della prima guerra mondiale vissuta dalla Germania (anche il travisamento delle opere di Nietzsche va visto in questa chiave), però affonda le sue radici in idee di fine Ottocento – imbevute di antisemitismo e di occultismo – molto più di quanto si creda. Volevo ricreare l’atmosfera di questa sorta di proto-nazismo, che è per lo più sconosciuto, volevo portare il lettore in un mondo che di certo, pensavo, gli sarebbe stato tanto familiare quanto estraneo. Nel regno della follia pura.

Tra i personaggi troviamo figure realmente esistite e altre inventate. E’ stato difficile trovare l’equilibrio tra realtà e finzione, salvaguardando la verosimiglianza?

È una delle cose su cui mi sono divertito di più, sebbene un approccio simile richieda un grande lavoro di documentazione. Trovare l’equilibrio tra realtà e finzione, salvaguardando la verosimiglianza – ammesso che io l’abbia trovato – non è stato né facile né difficile. Perché la realtà storica a volte può ispirare l’immaginazione, altre può frustrarla. Inventare un personaggio e, per così dire, dargli corpo, di solito è, per me, difficile e divertente allo stesso tempo. D’altra parte, usare come personaggio una persona realmente esistita, come nel caso di Friedrich Nietzsche, potrebbe apparire una facilitazione al lavoro, perché non bisogna deciderne la fisionomia e tantissime altre cose, che sono lì a disposizione, già fatte. Però non è proprio così: mi ha richiesto molto impegno cercare di sapere il più possibile su di lui, sulla sua filosofia, sulla sua vita, sui suoi ultimi giorni a Torino…. E mi resta la certezza di non essere riuscito a identificarmi in lui.

Torino è il cuore del romanzo. Come mai?

Sono nato a Torino, ma dopo l’infanzia l’ho lasciata. La adoro. Avevo voglia di trascorrere in questa città il lungo tempo necessario alla stesura di un romanzo. È così che ho pensato a Nietzsche. Anche lui adorava Torino, infatti qui ha trascorso i suoi ultimi anni di vita “vera”, qui ha scritto le sue opere più dirompenti, qui è impazzito… Quindi ho pensato che tramite lui – il suo personaggio, intendo – avrei potuto renderle l’omaggio che avevo in mente di farle. Inoltre, Torino è un posto perfetto per ambientare una storia come quella della Cattedrale dell’Anticristo, direi il posto. Così come Nietzsche era possibile solo a Torino, come lui amava dire, lo è anche questa mia storia.

Fabio Delizzos è nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Laureato in filosofia, musicista, è strategic writer per network Tv internazionali.

La Cattedrale dell’Anticristo è il suo secondo romanzo. I diritti del suo primo romanzo, La setta degli alchimisti, edito da Newton Compton, sono stati venduti in Russia e in Spagna.

NNN 279

Euro 9,90

Pag. 295

Isbn: 978-88-541-3156-9


Sul sito 10 Righe dai Libri potete trovare i primi quattro capitoli di La cattedrale dell’Anticristo di Fabio Delizzos edito da Newton Compton.

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