La passione per la politica nel nuovo libro di Massimo Dadea

Il 23 aprile, alle 18.30, a Sassari, nel Palazzo di Città – Rete museale Thamus, secondo appuntamento della rassegna Anima sarda: Guido Melis, accademico, giornalista, e deputato fino al 2013, dialoga con l’autore del volume “La maledizione libertaria” Edizioni Cuec. L’incontro sarà moderato da Antonio Meloni

La politica è una passione che matura presto, alimentata anche da episodi che hanno caratterizzato le vicende familiari: “Una passione che nasce dai racconti di fronte al caminetto e che poi finisce per intersecarsi con le vicende politiche, economiche e culturali che hanno segnato la storia recente della Sardegna”. Non sono che poche pennellate dell’affresco realizzato da Massimo Dadea nella sua ultima opera “La maledizione libertaria”, edito da Cuec, temi e riflessioni legati al passato recente dell’isola che saranno al centro del secondo appuntamento di “Anima Sarda”, la rassegna, ideata dall’Aes, con l’intento di promuovere la lettura e l’editoria condividendo l’esperienza con altre forme di espressione artistica e culturale.

 

Di questo e tanto altro dialogheranno, dunque, lo stesso autore e Guido Melis, accademico, giornalista e parlamentare, fino all’anno scorso, nelle file del Pd. Nel volume di Massimo Dadea, che sarà presentato a Sassari mercoledì 23 aprile, alle 18.30, a Palazzo di Città (compreso nella Rete culturale e museale Thamus), storia personale e vicende politiche si intrecciano per comporre un mosaico da cui emergono fatti e personaggi che hanno caratterizzato gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta del secolo scorso, con l’intento di rispondere a una domanda cruciale che sarà il filo conduttore della narrazione: le scelte compiute a favore dell’autonomia e quelle che hanno caratterizzato il Piano di rinascita, hanno rappresentato una scommessa vinta oppure persa?

L’incontro sarà moderato dal giornalista Antonio Meloni.

 

 

 

Scheda opera-autore

La maledizione libertaria – Edizioni Cuec

Una passione, quella dell’autore, che si è nutrita del racconto della storia del medico Bernardino Dadea, protagonista, nella prima metà dell’800, di una polemica rovente nei confronti dell’allora vescovo di Tempio, e poi diventato, a Torino, uno dei più famosi medici omeopati d’Europa; oppure di quella di Sebastiano Dadea che combatté al seguito di Giuseppe Garibaldi, prima di fondare il periodico “La Gallura”; o delle guasconate di Scimoni (Simone) Satta, il nonno materno; oppure delle disavventure del padre, inopinatamente imbattutosi in un gagliardetto fascista; ed ancora dell’impatto scioccante con le lettere dei condannati a morte della Resistenza lette in classe dalla preside della scuola media di Nuoro. Una narrazione che si sviluppa su due piani che procedono in parallelo. Quello personale – il racconto delle motivazioni del suo impegno politico di “comunista libertario”, che è il corpo fondamentale della narrazione – e quello generale, costituito da una serie di “stanze” di ricostruzione storica e di analisi.

Massimo Dadea

Nato a Nuoro nel 1950, è medico cardiologo. Ha esercitato la professione prima nell’ospedale San Francesco di Nuoro e poi nell’unità operativa complessa di cardiologia dell’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari. È stato consigliere regionale del Pci prima e del Pds poi dal 1984 al 1994. Dal 2004 al febbraio del 2009 ha ricoperto la carica di assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione Autonoma della Sardegna nella giunta regionale presieduta da Renato Soru. È autore del libro La febbre del fare, edito, nel 2009, da Cuec.

Ufficio Stampa: Antonio Meloni, cell. 349.1334965

– Link per leggere le prime 31 pagine del libro
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/maledizione-libertaria

 

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