L’allungo del mezzofondista di Giorgio Bona

Per una società in cui lo sport è sempre pericolosamente associato al doping L’allungo del mezzofondista, scritto da Giorgio Bona, edito dalla IRIS 4 Edizioni nel 2011, risulta una lettura più che attuale. L’autore veste infatti i panni di un podista, Emil, che tra sentimenti privati e allenamenti logoranti si prepara in vista degli Europei di atletica leggera. A metterlo sotto pressione non sono soltanto il coach Pizzi e il fidato nutrizionista Scarpa con ritmi di gara massacranti, cene da modella, energizzanti e “integratori” ma anche la presenza asfissiante di una moglie-fantasma, la gravidanza inattesa di un’altra donna e i genitori anziani e malati che lui non riesce ad accudire come dovrebbe.

Tutti si aspettano qualcosa da Emil che preso nel mezzo appare incapace di reagire, di opporsi alla scia degli eventi. Non riesce ad imporsi neanche sulla gestione del proprio corpo, sulle scelte mediche e atletiche di Pizzi e Scarpa che non sembrano affatto disposti a riconoscerne i limiti fisici e psichici. I due vedono infatti nella competizione europea un’occasione per uscire dai confini di una realtà di provincia poco gratificante e non mostrano scrupoli di coscienza nel somministrare al ragazzo sostanze non consentite pur di raggiungere l’obiettivo. Ed ecco che i custodi della sua salute si trasformano in carnefici.

Contrariamente all’opinione pubblica sempre pronta ad additare l’ambizione e i sogni di gloria dell’atleta, Giorgio Bona mette in primo piano l’uomo contestualizzandolo in un mondo privato che sebbene non basti ad assolverlo sicuramente ne ridimensiona la responsabilità morale. L’autore denuncia piuttosto un universo sportivo malato che mette in atto un’ostinata spersonalizzazione del corpo dell’atleta che diventa così più simile a una macchina che a un organismo in carne, ossa e spirito.

Con una scrittura pulita e immediata Bona ci propone la storia di un uomo intrappolato in una rete di eventi che somiglia ogni giorno di meno alla vita che aveva scelto.

Maria Valeri

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