LE TUE STELLE SONO NANE di CATERINA VENTURINI

Recensione di Davide Taras

“Sarete sottoposte alla rieducazione secondo i principi attivi e radicali liberi di questa nostra conglobata società. Avete camminato troppo lentamente fino a questo momento. Eliminare le lumache, questo è il titolo del corso, è la promessa controfirmata della Dream School Organization”.
La Ragazza con le scarpe di tufo è stata appena selezionata come allieva al nuovo, moderno, ennesimo corso di formazione professionale tramite il quale, in teoria, dovrebbe ottenere un ingresso privilegiato nel difficile mondo del lavoro.
Lascia quindi il suo piccolo e tranquillo paese natale per trasferirsi nel produttivo Nord, dove comincia una nuova vita fatta di monolocali fatiscenti, quotidiani viaggi in metropolitana, senegalesi e albanesi come vicini di casa, professori finto-brillanti che impartiscono lezioni di anglopackweb, business, look e self-control. Senza dimenticare l’Amico innamorato, la Madre lasciata, le Amiche sparse e l’Uomo invertebrato, i ricordi dei quali sono pericolosi perché fanno perdere punti.  Punti, perché la nuova vita della protagonista si svolge come un enorme gioco dell’oca, dove ogni conquista fa avanzare di una casella e dove ogni esitazione può farti tornare rapidamente indietro; il premio finale del gioco consiste in un lavoro fisso, una casa, un paio di scarpe decenti, l’accesso alle migliori feste, l’autostima e tutto quello che una giovane ragazza disoccupata può sognare di ottenere. La strada da percorrere all’interno del circuito è tutt’altro che facile: il distacco dalla sua vecchia vita sarà per la protagonista più arduo del previsto, i fallimenti -parziali o totali- saranno più di uno, mentre il premio tanto agognato si rivelerà essere meno soddisfacente di quanto si fosse sperato.  Le tue stelle sono nane è un romanzo sulla precarietà, sulle difficoltà di trovare un buon lavoro, sugli ostacoli da superare per ottenere un posto nella società moderna.
L’autrice ci mostra in modo nuovo e innovativo i problemi affrontati da migliaia di giovani in tutta Italia (rifacendosi a esperienze da lei stessa vissute), cominciando -come già detto- sulla base di una sorta di gioco dell’oca per poi passare ad un metafora videoludica, il tutto attraverso un linguaggio scorrevole dalla punteggiatura ridotta ai minimi termini, nomi parlanti, ironiche accumulazioni di neologismi anglo-new-aziendali.
Un buon romanzo, nel quale in molti -purtroppo- non faticheranno a trovare riferimenti al proprio percorso di ricerca del lavoro.

di Davide Taras Liceo Scientifico G. Marconi, Sassari – ex-corso D, ora Facoltà di Lettere e Filosofia – Coordinatrice recensione: prof.ssa Alessandra Petretto

Le tue stelle sono nane di Caterina Venturini,  Fazi editore collana Le vele 2009

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