Marcello Pozzato, Il punto sublime

Sinossi del romanzo di Marcello Pozzato, Il punto sublime

“Credetemi, e non lo dico per autocommiserazione, ma la mia vita è sempre stata priva di aneddoti o esperienze interessanti. Così, almeno, prima che vivessi la storia che sto per raccontarvi. Non sono mai stato un tipo scaltro, uno con l’abilità di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Uno col fiuto, insomma….” Attraverso la cronaca di un amore che racchiude gli slanci, le difficoltà e le irrazionalità di tutti gli amori, l’esordio di Marcello Pozzato offre un’originale riflessione sull’impasse dei trentenni d’oggi, con uno sguardo impietoso sui grotteschi risvolti di un idealismo romantico portato agli estremi, di un sogno procrastinato di giovinezza al quale aggrapparsi come a un alibi per la mancata comprensione di ciò che si è e che si vuole.

Credetemi, e non lo dico per autocommiserazione, ma la mia vita è sempre stata priva di aneddoti o esperienze interessanti….”  Così, almeno, prima che vivessi la storia che sto per raccontarvi Andrea De Giacomo, pubblicitario trentenne, è un’anima in panne, ed è tutta colpa sua. Sì, un filo di sfiga, ma sempre nella rassicurante media di tanti suoi coetanei appagati da una quotidianità spensierata, i cui pesi e leggerezze si affrontano durante le serate spese a filosofeggiare con gli amici, mentre l’amore, con i suoi misteri e le sue complicanze, resta sullo sfondo, come una possibilità infinita e mai tentata. Per scuotere Andrea ci vuole qualcuno capace di piombare a gamba tesa nella sua vita. Qualcuno come Eloisa, globetrotter compulsiva, un po’ folle e, ovviamente, bellissima. Per inseguire lei, Andrea si ritroverà a Parigi, nel bel mezzo di un’azione di guerriglia anti-capitalista, e poi in Finlandia, in un idillio sentimentale che lui farà assurdamente di tutto per mandare all’aria. Il romanzo d’esordio di Marcello Pozzato, fresco e divertente, chiude il cerchio di quest’amore tormentato facendoci ritrovare il protagonista, anni dopo la vicenda narrata, seduto su una roccia in riva al Lago Maggiore, avvolto dalle sue fantasie e con lo sguardo fisso sull’orizzonte, su un minuscolo puntino che si muove lontano: Eloisa – ci dice il narratore – e un bambino, loro figlio. Realtà, o solo l’ennesima possibilità sfiorata?

Marcello Pozzato è nato e vive a Novara. Ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e del marketing come art director e, in seguito, come freelance. Docente di marketing presso istituti professionali privati, attualmente si occupa di comunicazione per una grande fondazione scientifica italiana.

link per leggere  i primi capitoli del libro di Marcello PozzatoIl punto sublimeFazi Editore, 06 aprile 2011

http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/punto-sublime

sweets dreems

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2 commenti

  • roberta

    Un libro interessante per molti aspetti. Innanzitutto lo stile, vivace, schietto, rapido ma non banale. E poi i dialoghi, sottili, ironici, con una profondità sintetizzata in poche battute, per evidenziare un punto di vista che travalica la semplice ricerca dell’anima gemella, per abbracciare, invece, tutta quanta la vita.

  • Simona

    Mi incuriosiva il titolo e quel tipo assorto, piedi nudi e sguardo perso, seduto su Ayers Rock in bella posa sulla copertina. Poi Ho cominciato a sfogliare come faccio di solito, senza leggere i commenti apposti in quarta. Faticavo a chiuderlo, così questo mi è sembrato un buon motivo per acquistarlo. Bene, devo dire che ho riso, ho meditato, mi sono commossa e ho sognato. Se un libro è in grado di stimolare contemporaneamente questi quattro modi dell’ essere , vuol dire che l’autore si è sforzato a fare qualcosa di grande valore.

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