Promuovere e vendere il libro sardo – Librerie dedicate

Da Sassari un progetto di rete reale tra AES e libreria Odradek per rivitalizzare il mondo del libro… La notizia è stata data ieri a Macomer in chiusura della XIII Mostra del libro

Non solo librerie e biblioteche, ma luoghi di incontro e circolazione di idee, spazi in cui il dialogo e la comunicazione siano temi centrali. La riflessione sulla promozione di una nuova politica del libro parte da questi elementi con l’intento di far fronte alla cattiva congiuntura creando una rete reale che sappia coniugare in armonia gli interessi di librai e biblioteche con quelli degli editori, valorizzando la bibliodiversità e promuovendo, nel contempo, un’editoria veramente sarda che punti dritta al territorio e al sapere locale. Il nodo centrale del ragionamento proposto dai relatori che domenica pomeriggio si sono alternati al microfono, nella sala convegni del padiglione Filigosa, a  Macomer, arriva dritto al nucleo del problema legato alla graduale trasformazione dei tradizionali luoghi di produzione e diffusione dell’editoria.

In questo contesto si segnala subito una novità importante, presentata durante i lavori del convegno, introdotto da Simonetta Castia, presidente dell’AES: “Oltre i festival. Cultura, comunità, territorio: nuove idee e nuovi progetti per affrontare la crisi”.

L’Associazione editori sardi, la libreria Odradek di Sassari e la rete di distributori hanno appena chiuso un protocollo d’intesa che prevede _ in sintonia con il concetto di Anima sarda, vero motivo dominante di questa XIII Mostra appena conclusa _ di far diventare la libreria Odradek la prima nell’isola a vendere libri esclusivamente sardi. Un modello da esportare e replicare con l’intento di rivitalizzare il mondo  del libro creando un legame forte con il contesto di riferimento. La notizia è stata data da Rita Marras, titolare della libreria Odradek di Sassari, durante il dibattito, coordinato dal giornalista Vito Biolchini.

Un’occasione buona anche per fare il punto della situazione: “La trasformazione del mercato è sotto gli occhi di tutti _ ha rimarcato infatti l’editore Mario Argiolas _ chiudono le librerie storiche e quelle indipendenti diventano librerie di catena, tutto questo mentre il 56 per cento degli italiani rinuncia a cinema, letture e teatro”.

 

Un quadro desolante di fronte al quale le idee e i progetti, pure innovativi, promossi da editori, librai e distributori, rischiano di fallire in mancanza di una politica sensibile che punti al sostegno di un settore vitale per la crescita culturale del paese.

 

Ma se Tiziana Marranci (libreria Messaggerie sarde Sassari) ritiene che la criticità delle librerie indipendenti sia da imputare alla crisi di altre filiere, l’editore Carlo Delfino sostiene la necessità  “Di intercettare le realtà più deboli e periferiche vivamente interessate al libro, ma carenti di strutture”. Il problema di fondo è ampliare la base di lettori e per farlo occorre partire dalla scuola, riportare il libro al centro dell’azione pedagogica, perché “I paesi in cui si investe in cultura _ ha spiegato Antonietta Mazzette, sociologa dell’Università di Sassari _ sono avanti anni luce rispetto a quelli che non lo fanno”.

 

Tutto questo, però, si scontra con la dura realtà, se si pensa, come ha rimarcato Dolores Lai, assessore alle Culture del Comune di Sassari, “Che in Italia manca una legislazione sulle biblioteche scolastiche”. Interessante, l’esperienza della Mediateca del Mediterraneo, struttura cagliaritana, diretta da Dolores Melis, nata dalla graduale trasformazione della tradizionale biblioteca in un luogo di incontro e di circolazione delle idee, in cui si promuovono eventi e si offrono servizi specifici legati all’istruzione “Che esulano dal libro in sé _ ha detto la direttrice della Mem _  ma che fanno parte integrante del Dna delle biblioteche”.

Il convegno ha fatto registrare una buona partecipazione, preludio alla chiusura della Mostra che   si è conclusa alle 21 con la proiezione del film muto Cenere.

L’edizione numero tredici della Mostra del libro, chiude dunque con un bilancio decisamente positivo, se si calcola che solo nella giornata di domenica, sono state registrate non meno di diecimila presenze, un dato che conferma, se ce ne fosse bisogno, la costante attenzione del pubblico nei confronti dei libri pure in un contesto di crisi che attanaglia l’intero comparto produttivo sardo.

 

“Laddove c’è un’offerta che incontra il pubblico _ ha concluso Simonetta Castia, presidente dell’AES _ il libro sardo mantiene inalterato il suo valore, perciò cogliamo l’occasione per rinnovare l’appello, lanciato in apertura di manifestazione, di istituire una cabina di regia unica,  che avrà un seguito con una proposta concreta”.

Nella pagina www.facebook.com/AesEditoriSardi il racconto per immagini della manifestazione conclusa ieri.

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www.10righedailibri.it

 

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