Sandro Veronesi vince il Premio Superflaiano 2011

A SANDRO VERONESI

IL SUPERFLAIANO PER LA NARRATIVA

Sandro Veronesi con “XY” edito da Fandango Libri ha vinto il Superflaiano 2011.

Veronesi con 107 punti si è affermato sugli altri due premiati del Flaiano, Margaret Mazzantini (45 punti) con “Nessuno si salva da solo” (Mondadori) e Aurelio Picca (31) con “Se la fortuna è nostra” (Rizzoli).

Il voto è stato espresso da 200 lettori italiani e stranieri e dai componenti della giuria letteraria presieduta da Jacqueline Risset.

Premi per l’italianistica hanno ricevuto Laura Lahdensuu (Finlandia), Jiri Spicka (Repubblica Ceca), Marisa Trubiano (USA).

MOTIVAZIONE: Come lascia intuire il titolo XY, il romanzo di Sandro Veronesi si sviluppa intorno ad un enigma: un misterioso massacro in una radura di alta montagna in Svizzera. Ma non si tratta di un giallo. Nel romanzo la suspense è suscitata non dalla successione delle supposizioni sul delitto ma dalla messa in questione di tutte le certezze dei personaggi e di quelle del lettore, così che si aprono continuamente nuovi e profondi campi di interrogazione.

SANDRO VERONESI

XY

XY è capace di tenere lettrice e lettore col fiato sospeso, ma non è un giallo. La differenza fra un libro giallo e

il castigo (di Dio) sta nel fatto che il giallo svela l’assassino e scioglie l’enigma. Il Castigo (di Dio) è l’enigma.

Adriano Sofri – La Repubblica

L’ho già scritto: Veronesi è il re Mida del romanzo italiano. Tutto quello che tocca diventa racconto a 24 carati.

E non sembra conoscere limiti. Massimo Onofri – Avvenire

A tratti sembra un thriller alla Stephen King, a tratti un romanzo drammatico alla Delitto e castigo di certo in XY c’è tutto quel che conta, ovvero il male, il bene, la colpa, il libero arbitrio, Dio e l’assenza di Dio.

Daria Bignardi – Vanity Fair

Veronesi ha una grande destrezza nel mantenere chi legge allacciato alla narrazione. Gioca come assi i suoi colpi di scena, li cala credibili e imprevisti fino alla fine.  Tratta la materia umana, delicata, dei moti interiori con una prosa avvolgente, sottilmente enfatica.

Cinzia Fiori – Corriere della Sera

San Giuda il paese è metafora del Paese (l’Italia). Libro commovente, toccante, misterioso come il pianto del cavallo Zorro, testimone della strage, interrogato come la cavallina storna, che piange nello stesso modo in cui piangevano i cavalli di Achille nell’Iliade.

Antonio D’Orrico – Sette, Corriere della Sera

IL LIBRO
Un albero ghiacciato, di un rosso vivo, pulsante, intriso di sangue. È la prima immagine che appare a don Ermete, Zeno e Sauro. Una strage indicibile si è consumata ai piedi di quell’albero, e solo una prodigiosa nevicata ha lenito l’orrore di quegli undici corpi straziati da undici cause di morte diverse, avvenute contemporaneamente, in un lampo. I quarantadue abitanti di Borgo San Giuda, travolti dall’onda d’urto di quel massacro, si ritrovano al centro del mondo mediatico. Semplici testimoni del male, diventano i protagonisti dimenticati di questa storia, e tutti insieme scivolano nella follia. Don Ermete non può abbandonare la sua gente e insieme a Giovanna Gassion, giovane psichiatra della ASL in fuga da un amore finito, cercherà in tutti i modi di mettere in salvo quel mondo di poche anime perse e mute, che sembrano lontanissime ma che in realtà siamo noi. Pagina dopo pagina sembrerà di essere lì a calcare forte il passo per non essere spazzati via da quel vento che tira gelido e senza sosta, di entrare in quelle case modeste dove germina la follia, di incrociare quegli sguardi disperati e soli, e infine di sentirsi lievi e salvi, una volta arresi davanti al mistero. X e Y, uomo e donna, fede e scienza, si incontrano e si scontrano fin quasi a sovrapporsi in un’eroica liberazione dalla dittatura della ragione, umiliata dall’assurda danza del male. Dopo Caos Calmo, Sandro Veronesi torna con un romanzo profondo, sapiente, pieno di umana comprensione: la sua scrittura avvolgente, che disegna curve morbide e leggere come scivolando sulla neve fresca, ci regala altri momenti di esilarante bellezza e due nuovi personaggi indimenticabili – salvo scoprire alla fine che uno dei due lo conoscevamo e lo amavamo già.

Sandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959. È laureato in architettura. Ha pubblicato: Per dove parte questo treno allegro (Theoria, 1988; Tascabili Bompiani, 2001); Live (Bompiani, 1996); Gli sfiorati (Mondadori, 1990; Tascabili Bompiani, 2007); Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie (Mondadori, 1992; Bompiani, 2006); Venite venite   B-52 (Feltrinelli, 1995; Tascabili Bompiani, 2007), vincitore del Premio Fiesole nel 1996; La forza del passato (Bompiani, 2000), con cui vince il Premio Viareggio L. Repaci e il Premio Campiello; Ring City (Walt Disney Company, 2001), Premio Fregene 2001; Superalbo (Bompiani, 2002); No Man’s Land (Bompiani, 2003). Caos Calmo (Bompiani, 2005); Brucia Troia (Bompiani, 2007). Vincitore nel 2006 del Premio Strega, Caos Calmo è stato tradotto in 20 paesi. L’edizione francese ha vinto anche il Prix Femina 2008 come miglior romanzo straniero, il Prix Mediterranée 2008 e l’anno successivo il Prix  Cèvennes come miglior romanzo europeo. L’edizione spagnola ha vinto il Premio Novela Europea, Casino de Santiago de Compostela edizione 2010. Sandro Veronesi ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie. Attualmente i suoi articoli escono su “la Repubblica” e su “La Gazzetta dello Sport”.  Ha quattro figli e vive a Prato e a Roma.

Link per leggere il primo capitolo del libro


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